CONDIVIDIAMO E DIFFONDIAMO QUESTO APPELLO RIVOLTO A TUTTI I CANDIDATI SINDACO DELLA CITTA’ DI MILANO
APPELLO AI CANDIDATI SINDACO DI MILANO
IN VISTA DELL’EXPO’ 2015 “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”
Egregio candidato,
in questa campagna elettorale lei si propone ai milanesi come il sindaco che andrà a governare la Milano dell’Expo 2015, appuntamento internazionale di grande rilevanza per cui è stato scelto il tema impegnativo: «Nutrire il pianeta, energia per la vita».
Noi crediamo che decidendo di porre al centro dell’attenzione questo argomento così delicato per il futuro dell’umanità, Milano abbia compiuto un passo importante. Ma siamo nello stesso tempo convinti che una scelta di questo tipo implichi per la città anche delle precise responsabilità.
Per questo motivo ci preme porre alla sua attenzione una questione specifica legata al tema della nutrizione: il problema sempre più grave della speculazione finanziaria sulle materie prime agricole. Come certamente saprà – infatti – in queste settimane nel mondo si discute molto sul fatto che il prezzo del cibo (ad appena una manciata di mesi dall’emergenza alimentare del 2008) stia tornando a crescere in modo preoccupante. Ma si discute apertamente anche sul ruolo che in questo fenomeno gioca il fatto che alcuni operatori finanziari investano grosse somme di denaro nei cosiddetti titoli derivati, che ‘derivano’ cioè il loro rendimento dall’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli sui mercati internazionali. Si tratta di titoli che costituiscono delle vere e proprie scommesse: si scommette sull’aumento dei prezzi del cibo e si guadagna se la previsione si avvera. Detto in altri termini: nella finanza di oggi anche un’alluvione o una siccità prolungata in una certa regione del mondo si possono trasformare in un’opportunità per guadagnare sul mercato finanziario, con rendimenti che possono essere anche del 50 o del 100 per cento.
Il rapporto tra speculazione finanziaria e aumento dei prezzi è certamente un fatto complesso e la speculazione interagisce con lo squilibrio tra domanda e offerta creato da altri fattori. Una serie ormai lunga di studi, però, mostra con chiarezza come la speculazione finanziaria operi da moltiplicatore negli effetti di questi squilibri. Leggi di mercato immaginate per rendere efficienti gli scambi tra produttori e consumatori, con l’interazione attiva degli intermediari commerciali, vengono falsate dall’entrata in gioco di operatori che non hanno alcun interesse reale ad acquistare o vendere grano, soia o riso, ma mirano solo a ottenere un rendimento finanziario elevato in tempi brevi.
Per tutti questi motivi da più parti si sta sollecitando un intervento regolativo sui mercati finanziari che protegga almeno un bene essenziale come il cibo dalle mire speculative. La stessa Commissione Europea sembra intenzionata a promuovere un’azione in questo senso: «La speculazione sui generi alimentari di base è uno scandalo quando ci sono un miliardo di affamati nel mondo – ha dichiarato recentemente il Commissario ai Mercati interni Michel Barnier -. Dobbiamo assicurare che i mercati contribuiscano a una crescita sostenibile». E anche negli Stati Uniti la Commodity Futures Trading Commission – l’organismo che vigila su questo settore, che ha nella Borsa di Chicago la sua piazza più importante – ha proposto l’adozione di una serie di vincoli.
Si tratta, però, di una battaglia lunga e complessa, con grandi interessi in gioco che – in ultima analisi – si ricollegano al grande tema della governance in un mondo globalizzato.
Ma la speculazione sta avvenendo ora e non si può restare a guardare. Soprattutto in una città come Milano, grande piazza finanziaria europea dove i derivati legati ai prezzi alimentari sono tranquillamente scambiati ogni giorno.
Ecco perché abbiamo scelto di invitare voi, candidati sindaci della città di Expo 2015, a una presa di posizione forte dal punto di vista etico. Vi chiediamo di sottoscrivere pochi impegni molto concreti in questo senso che trovate nell’allegato “Codice di condotta”, come primo passo di una campagna che serva a portare all’attenzione dell’opinione pubblica questo tema.
Lo ribadiamo: quello che vi chiediamo è un impegno di tipo etico.
L’incidenza della speculazione finanziaria sull’andamento dei prezzi delle materie prime è riconosciuta da tutti. E da tutti dovrebbe essere considerato moralmente ingiusto guadagnare denaro sulla fame delle persone. L’aumento dei prezzi agricoli infatti si traduce in aumento della vulnerabilità alimentare dei più poveri, che non usano quasi tutto il proprio reddito per mangiare e non possono sostenere aumenti come quelli di questi mesi.
Di fatto nel mondo di oggi questa norma di comportamento, così elementare, continua a essere tranquillamente violata.
Per questo, dunque, vi invitiamo a sottoscrivere questo appello e il codice di condotta allegato.
Fate compiere alla città di Milano un passo concreto al servizio di un mondo più giusto, nello spirito di eccellenza e generosità che caratterizza l’anima più profonda di questa città.
Diciamo chiaro, con l’Expo 2015, che «sulla fame non si specula».
Comitato promotore:
Acli, Action aid, Fondazione Bridges, Pime, Unimondo, Vita.
Coordinamento:
Giorgio Bernardelli, Emanuela Citterio, Luca De Fraia, Riccardo Moro, Fabio Pipinato, Franca Roiatti

